Palazzo Odescalchi (Roma)

Descrizione

La storia di Palazzo Odescalchi passa nei secoli per le più potenti famiglie romane, che intervengono gradualmente sulla sua struttura, includendo i più grandi architetti dell’epoca: l’edificio originario, rimaneggiato da Carlo Maderno, apparteneva alla famiglia Colonna, che nel 1622 lo vendette ai Ludovisi per poi riacquistarlo dopo qualche anno. A modificarlo sensibilmente con l’intervento di Gian Lorenzo Bernini, fu il cardinale Flavio Chigi, a cui il palazzo andò in usufrutto a metà del Seicento. La famiglia Odescalchi giunse il secolo successivo, tramite il principe Baldassare Odescalchi che ampliò l’edificio tramite Nicola Salvi e Luigi Vanvitelli. Tuttavia, l’elemento più noto della struttura è la facciata, ideata dal Bernini, un prospetto secentesco considerato un modello del barocco.

Il primo blocco di lavoro eseguito nel triennio 2007-2009, ha riguardato il rinforzo strutturale del lato destro del portico, su cui persistevano problemi statici per un dissesto delle fondazioni.

Interventi

Gli interventi principali rappresentano un classico esempio di rinforzo integrale delle strutture con la realizzazione di micropali al disotto dell’attuale fondazione, di una sottofondazione affiancata a quella delle colonne del portico e successivo placcaggio delle parti murarie più soggette a fatica.

Il rinforzo delle volte con centine in acciaio a rappresentato l’ultimo blocco di rinforzo, insieme all’iniezione con malte ad alta permeabilità.

Tecnologie

  • Micropali
  • Placcaggio
  • Iniezioni con malte ad alta permeabilità